Salve, nell’articolo di oggi vorrei parlarvi di quella fase dello sviluppo umano che chiamiamo “adolescenza”. Chiunque di noi l’ha vissuta e tutti sappiamo quanto sia stato un periodo complicato della nostra vita e quanto lo è stato anche per i nostri

genitori. Complicato, non brutto.

L’adolescenza è una fase importantissima della nostra vita, attraverso questo periodo ci avviamo verso quella che definiamo età adulta e le esperienze che facciamo nell’adolescenza potrebbero anche pregiudicarci la vita intera. In questo periodo iniziamo a sperimentare diverse cose che fanno parte della vita dell’adulto, ci avviciniamo al prossimo in termini di confronto e di relazione mentre ci allontaniamo piano piano dai nostri genitori. La scoperta e l’entusiasmo per le nuove emozioni che si provano potrebbero condurci in errore, dagli errori però si può imparare e così via fino a raggiungere un maggiore senso di consapevolezza di sé e della propria vita, dei propri bisogni.

Il distacco dall’infanzia ha nella visione dei figli un appropriarsi della propria identità, costituita dalle proprie scelte, seppur a volte sbagliate, di una dimensione che spesso si mette di traverso con quella genitoriale. I genitori invece, vedono il distacco dai loro bambini, in termini di “controllo” e di accudimento, provando una strana sensazione che mi viene riportata spesso come “sta crescendo, lo stiamo perdendo”.

In realtà la fase adolescenziale è solamente una fase di svincolo e di crescita, non di perdita. Quello che insegniamo ai nostri figli è quello su cui dovremo sperare facciano i conti ogni volta che dovranno scegliere, ma poi alla fine sceglieranno loro, commetteranno degli errori e ripartiranno.

Vi riporto un dialogo tra me e mio padre quando avevo 14 anni;

IO: Esco, vado al bar

LUI: E adesso cos’è questa novità di uscire la sera dopo cena?

IO: Di cosa ti preoccupi? E’ estate, gira molta gente e poi sono solo a 200 metri da qui, non faccio tardi

LUI: Non mi interessa

IO: Perché sei preoccupato? Non dovresti esserlo se sai quello che mi avete insegnato, non dovresti preoccuparti se pensi di avermi preparato ai pericoli, dovresti stare tranquillo, no?

Quella sera uscii come le sere dopo.

A volte mi viene detto, la fai facile tu. No, non la faccio facile, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo e commetterò anche io degli errori, sicuramente.

Le ansie genitoriali sono sane e normali, fin quando non sfociano in rigidi assetti proibizionistici, alimentando semmai ancora di più la voglia di trasgredire, perché l’indipendenza prevale su tutto, è la crescita, è la vita. La comunicazione è tutto.

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A presto