Ogni genitore sa quanto sia bello avere un figlio o una figlia e quanto li si possa amare. Parlare di relazioni emozionali quando si parla di figli non deve poi essere così lontano da una principio di realtà che tutti possono sperimentare. Ma allora perchè ho posto la domanda “Come mai le relazioni emozionali sono così difficili”? La domanda viene da farla in virtù del fatto che

più spesso di quanto ce ne possiamo accorgere, avere delle esperienze relazionali emotive sincere e spassionate non è così semplice, ma vediamo di capire meglio la cosa.

Avere una rapporto emotivamente libero e spassionato con un figlio o una figlia non è poi tanto banale, rendersi conto delle emozioni provate da lui o lei e rendersi conto invece delle nostre è un’esperienza che a volte ci mette di fronte a delle consapevolezze che emergono, guarda caso, proprio quando si diventa genitori.

Quando si instaura una relazione di affetto emotivamente importante, travolgente, la nostra “memoria implicita” agisce come un pilota automatico, mettendo in atto tutta una serie di atteggiamenti e di comportamenti che mai prima di allora si erano potuti notare. Quello che accade spesso in queste situazioni è che il genitore si trovi più concentrato sull’interpretazione dello stato emotivo del figlio piuttosto che monitorare il proprio, così si avranno situazioni in cui la sintonizzazione emotiva tra le due parti non viene ad integrarsi.

Potremmo cominciare a chiederci se quello che facciamo, il modo in cui agiamo sia più il frutto della nostra esperienza come figli piuttosto che la cosa giusta da fare come genitori. In sostanza, dobbiamo davvero restituire quanto ci è stato dato, o meglio, quanto abbiamo appreso? E quando parlo di apprendimento non parlo di come ci si comporta a tavola, ma parlo di apprendimento emotivo, di come si è imparato a rispondere alle situazioni emotivamente importanti.

Potremmo cominciare a pensare, che di fronte alle situazioni emotive dei nostri figli dovremmo analizzare non soltanto le loro emozioni e stati d’animo ma anche i nostri, anche le nostre emozioni. Quanto di quello che sta succedendo è il frutto di un nostro trascorso piuttosto che la realtà di nostro figlio?

Una maggiore consapevolezza delle nostre emozioni, come genitori, dei nostri atteggiamenti e dei nostri stati d’animo, possono aumentare notevolmente il repertorio di risposte che possiamo restituire ai nostri figli, reagire ai loro comportamenti e garantire un ventaglio di scelta maggiore per lui o lei, dandogli maggiori possibilità di cavarsela nella vita di fronte alle situazioni emotivamente significative che li attendono.